Lo ammetto senza problemi: sono uno di quelli che segna quasi tutto quello che mangia. Da anni uso un'app per registrare i pasti, tengo d'occhio il bilancio tra le calorie che entrano e quelle che brucio con gli allenamenti, e conosco a memoria un sacco di numeri che alle persone normali non interessano. Eppure sto lavorando a un prodotto che, se fatto bene, mi farà smettere di farlo a mano. Ti spiego perché, perché credo racconti bene cos'è Cookit.
Come sono diventato uno che traccia tutto
Non è nato da un'ossessione, ma dallo sport. Quando ti alleni seriamente per anni, prima o poi ti accorgi che il cibo è parte dell'allenamento, e da persona a cui piacciono i dati ho iniziato a misurare. Sapere cosa mangiavo e come si incastrava con quello che consumavo mi dava un senso di controllo, e all'inizio anche dei risultati.
Per un po' ha funzionato. Tracciare mi ha insegnato molto su come mangio davvero, che spesso è diverso da come crediamo di mangiare. Quella consapevolezza è stata utile, non la rinnego. Il problema è arrivato dopo.
Cosa mi ha dato il conteggio e cosa mi ha tolto
Il conteggio mi ha dato consapevolezza e un metodo. Mi ha tolto leggerezza. A un certo punto mi sono ritrovato a pesare mentalmente ogni cosa, a fare i conti anche quando non ce n'era bisogno, a trasformare una cena con gli amici in un piccolo esercizio di contabilità. E cucinare, che per me è un piacere vero, rischiava di diventare un'operazione da far quadrare.
Lì ho iniziato a chiedermi se il gioco valesse la candela. La risposta onesta è che il dato in sé non è il nemico. Il nemico è la fatica di gestirlo a mano, ogni giorno, e il modo in cui quella fatica ti entra in testa e ti toglie il gusto delle cose. Mangiare bene non dovrebbe costare tutta quell'attenzione.
Perché il problema non è il dato, è la fatica di gestirlo
Questa è la distinzione che mi ha sbloccato, ed è anche il cuore di Cookit. Avere un'idea di equilibrio tra quello che mangi e quello che consumi è utile, su questo non ho cambiato idea. Quello che non ha senso è che per averla tu debba fare il lavoro di un contabile, pesando, registrando, calcolando, tutti i giorni, da solo.
Il tracciamento manuale è uno strumento vecchio per un bisogno vero. Ti obbliga a scegliere tra due estremi: o conti tutto e ci perdi la testa, o lasci perdere e vai a sensazione. In mezzo, dove sta la vita reale della maggior parte delle persone, non c'era niente. È in quel mezzo che volevamo costruire qualcosa.
Cosa vogliamo che faccia Cookit
L'idea è semplice da dire e difficile da fare: tenere il valore del dato senza scaricarne la fatica su di te. Cookit ha dentro anche il lato del bilancio, perché per certi obiettivi serve davvero, ma non è quello il suo centro e non ti chiede di diventare un ragioniere del cibo. Il centro è Ada, la guida che ti dice cosa cucinare e ti accompagna, tenendo conto dell'equilibrio sullo sfondo invece che sotto il tuo naso.
In pratica è lo strumento che avrei voluto avere in tutti questi anni: uno che si occupa lui dei conti quel tanto che serve, e lascia a me la parte bella, cioè cucinare e mangiare senza pensieri. Non un contacalorie che ti mette in mano un registro, ma una guida che il registro lo gestisce per te.
Mangiare bene senza contabilità
Il traguardo, per me, è arrivare a mangiare bene senza doverci pensare come a un compito. Continuare a stare attento, sì, ma senza che diventi una gabbia. Chiudere l'app di tracciamento che uso da anni e affidarmi a qualcosa che mi tolga quel lavoro dalle spalle.
Se Cookit farà bene il suo mestiere, il giorno in cui smetterò di contare a mano sarà anche la prova che funziona. Lo sto costruendo prima di tutto per uno come me, ma con l'obiettivo che serva soprattutto a chi come me non vuole diventare, e a chi vuole solo mangiare bene senza farne una questione di numeri.
