Guida, ricettario o contacalorie: che differenza c'è
Tre strumenti che rispondono a domande diverse. E perché serviva una categoria nuova per il momento in cui dobbiamo davvero decidere cosa cucinare.

Co-fondatore di Cookit · tecnologo alimentare
Marco Ambrosini è co-fondatore di Cook Your Care, il progetto dietro Cookit. È laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari all'Università di Bologna, dove ha poi conseguito un dottorato di ricerca in Ingegneria Agraria, e viene da un diploma di Istituto Tecnico Agrario. In Cookit porta la parte che dà solidità al resto: la conoscenza tecnica del cibo, di come si produce, si conserva e si combina. È la persona a cui il team chiede il perché delle cose. Non il perché di marketing, quello scientifico: perché un alimento dura di più se conservato in un certo modo, perché contare le calorie racconta solo una parte della storia, perché mangiare in modo equilibrato è più una questione di abitudini che di regole. Marco firma i contenuti dove serve competenza reale sul cibo: la nutrizione e l'equilibrio raccontati senza logiche da dieta, la conservazione e la sicurezza alimentare, l'antispreco, e i pezzi che spiegano, da tecnico, perché Cookit esiste e in cosa è diverso da un ricettario o da un contacalorie. La sua voce è precisa ma accessibile: spiega il meccanismo dietro le cose e porta qualche dato, senza mai diventare fredda o da manuale. Una precisazione utile: la sua è una laurea in tecnologie alimentari e un dottorato in ingegneria agraria, non un titolo clinico. Per questo i suoi contenuti sulla nutrizione restano su equilibrio e buon senso, e non sono consigli medici o piani alimentari personalizzati. Laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari (Università di Bologna). Dottorato di ricerca in Ingegneria Agraria (Università di Bologna). Diploma di Istituto Tecnico Agrario. Co-fondatore di Cook Your Care srl e di Cookit. Aree: scienza e tecnologia degli alimenti, nutrizione ed equilibrio, conservazione e sicurezza alimentare, riduzione dello spreco.
Tre strumenti che rispondono a domande diverse. E perché serviva una categoria nuova per il momento in cui dobbiamo davvero decidere cosa cucinare.
Il numero sull'etichetta racconta solo una parte della storia. Come stare bene a tavola puntando sulle abitudini invece che sui conteggi.